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Italia di Navigazione (1946 - 1998)
ITALIA DI NAVIGAZIONE S.P.A. - GENOVA
Il Dopoguerra


Il giorno di capodanno del 1946 la “Monticello” arriva a New York da Marsiglia dopo l’ultimo viaggio come trasporto truppe. Ha così inizio la rinascita della Società: il 15 ottobre ebbe termine il regime commissariale e fu nominato un nuovo consiglio di amministrazione. Nello stesso periodo fu derequisito a Taranto il piroscafo-cisterna “Dora C” che, danneggiato da eventi bellici e in seguito riarmato, fu la prima nave della Società a riprendere il mare, partendo da Venezia il 20 dicembre 1946 diretta a Ras Tanura nel Golfo Persico.

Dal 24 gennaio al 21 febbraio 1946 la “Saturnia” effettuò lavori presso Arthur Tickle Engineering Work a New York per essere adattata al trasporto di 1131 donne e 371 bambini dall’Europa agli Stati Uniti: madri e figli che cercavano in America una nuova vita. La nave arrivò a New York il 17 marzo dopo un viaggio di nove giorni da Southampton con a bordo 550 donne inglesi e 270 bambini. La “Vulcania”, nel suo primo viaggio da Southampton il 10 febbraio, trasportò invece 1132 donne. Le navi vennero in seguito disarmate a Bayonne, New Jersey.

Il 22 marzo la “Monticello” venne disarmata il giorno 27 giungendo a James River in Virginia. L’”Hermitage” rientrò a Seattle dal Giappone il 5 febbraio e fece due viaggi per San Francisco a Pearl Harbour, uno a Guam e l’ultimo alle Marianne il 13 giugno. In agosto fu derequisita e posta in disarmo a Suisun Bay in California, vicino a San Francisco.

Tra ottobre e novembre vennero restituite dagli Stati Uniti le motonavi “Vulcania” e “Saturnia”, le quali rientrarono in Italia senza passeggeri, arrivando rispettivamente il 1 e 14 dicembre dello stesso anno. Il 30 dicembre venne derequisita la turbonave “Principessa Giovanna”, resa dagli Inglesi, proveniente da Southampton e prendendo il nome “San Giorgio”; l’unità riaprì il servizio passeggeri da Genova per il Brasile e Plata il 29 gennaio 1947 al comando del cap. Luigi Spira.

Nel frattempo, venne recuperata la motocisterna “Antonio Zotti”, 6200 t.s.l, varata a Monfalcone dai C.R.D.A. il 25 maggio 1944 durante l’occupazione tedesca e affondata il 28 giugno da incursione aerea durante l’allestimento. Fu consegnata il 2 marzo 1947 e partì da Venezia per il suo primo viaggio.

Per ricostruire la flotta da carico con mutuo ottenuto dalla U.S. Marittime Commission furono acquistati cinque piroscafi da carico tipo “Liberty” posti in vendita in esecuzione dello “Sales Act” e immediatamente impiegati nei trasporti di rifornimenti dagli Stati Uniti.

Il 13 gennaio venne consegnata a New York la “Vesuvio”, ex “William P. Duval” del 1944, arrivata a Genova il 5 marzo e ripartita il 14 marzo per Baltimora. Il 15 febbraio venne consegnata a Baltimora l’“Etna”, ex “Juan Pablo Duarte” del 1944, arrivata a Civitavecchia il 3 aprile e ripartita il 12 per Baltimora. Lo “Stromboli”, ex “Morgan Robertson” del 1944, fu consegnato a New York il 24 dicembre 1946 e giunse a Genova il 13 febbraio 1947, da dove ripartì per il suo primo viaggio il 1 marzo diretto a Baltimora. Il 3 giugno, a Norfolk, venne consegnata la “Nereide”, ex “Norman Hapgood” del 1943, arrivata a Genova il 23 luglio. Il 13 giugno, sempre a Norfolk, venne consegnata la “Tritone”, ex “Alexander Majors” del 1944, giunta a Genova il 24 agosto.

Queste cinque Liberty vennero impiegate in un primo tempo in viaggi liberi dalla Costa Orientale degli Stati Uniti e dal Golfo del Messico per l’Europa ed il Mediterraneo per trasportare materiali e rifornimenti indispensabili alla ricostruzione postbellica.

Sempre in quel periodo venne recuperata la “Augustus”, ribattezzata “Sparviero” durante i lavori di conversione in portaerei durante la guerra e mai terminati: il 7 luglio venne venduta ai cantieri demolitori, i lavori iniziarono il 12 agosto.

Il 30 gennaio venne varata la “Paolo Toscanelli” della classe “Navigatori” a cui fece seguito la “Sebastiano Caboto” (della stessa classe, ex “Mario Visentin”) varata a Genova Sestri il 4 novembre alla presenza del Presidente della Repubblica Enrico De Nicola.

La “Saturnia” fu la prima nave passeggeri italiana a ripristinare il servizio Genova – Napoli – Cannes – Gibilterra – New York, con partenza da Genova il 20 gennaio al comando del cap. Arrigo G. Gladulich con accomodazioni per 1562 passeggeri di prima e terza classe; l’arrivo a New York fu il 5 febbraio via Pireo e Napoli con a bordo 1560 passeggeri. La “Vulcania” fu invece requisita dal Ministero dell’Africa Italiana per rimpatriare i nostri connazionali ed effettuò un primo viaggio straordinario il 9 gennaio 1947 da Genova per Kilindini (Mombasa), cui fece seguito un secondo viaggio da Genova per Mogadiscio il 16 marzo. Rientrata a Genova il 16 aprile, fu avviata a lavori di ammodernamento per 1 milione di dollari USA, rinnovando gli alloggi passeggeri (201 in prima classe, 274 in classe cabina e 1002 in classe turistica), rientrando in linea per un viaggio straordinario da Genova per Buenos Aires il 25 luglio, al comando del cap. Giovanni Giurini, riprendendo quindi il regolare servizio per New York il 4 settembre affianco alla gemella “Saturnia”.

La linea espresso Genova – Napoli – Palermo – Lisbona – Halifax – New York fu la prima a essere riattivata con due navi adeguate al prestigio della linea e alle caratteristiche di lusso che richiedeva. Per sfruttare l’aspetto crocieristico di tale tratta, vennero previsti in un primo tempo scali a Pireo e Alessandria.

Data la carenza di navi per la linea del Brasile – Plata, dove era fortissima la richiesta di trasporto emigranti, venne organizzato un servizio combinato con la Compania Rio De La Plata de Navigacion de Ultramar S.A. che vi adibì i piroscafi “Tucoman”, “Mendoza”, “Buenos Aires” e “Santa Fè”; l’Italia adibì la turbonave “San Giorgio”, affiancandola con la turbonave “Gerusalemme” (8047 t.s.l.), noleggiata dalla Adriatica di Venezia, la quale partì da Genova per il suo primo viaggio il 30 agosto 1947. Si procedette poi, per fronteggiare il traffico emigratorio, al noleggio del piroscafo “Santa Cruz” del 1904 (16111 t.s.l. – ribattezzato “Minnekahda” per conto della Atlantic Transport Co, ma poi completato per la Pacific Mail SS Co. come “Manchuria” e in seguito ribattezzato “President Johnson” con passaggio alla Dollar Lines nell’ottobre 1928 e, infine, “Santa Cruz” dopo aver preso bandiera panamense nell’ottobre 1928 per la Tagus SS Co). La nave offriva sistemazioni per 140 passeggeri di classe in cabine multiple e 1050 emigranti in cameroni e partì da Genova il 30 dicembre diretta in Brasile – Plata al comando del cap. Adolfo d’Esposito, rimanendo su tale linea sino al 1952.

In base alla legge Truman il Governo degli Stati Uniti decise la restituzione delle due grandi turbonavi “Conte Grande” e “Conte Biancamano”, quest’ultima del Lloyd Triestino ma noleggiata alla Società Italia nel 1940, catturate nel 1941 e incorporate come preda bellica nella U.S. Navy con nomi rispettivamente di “Monticello” ed “Hermitage”. Per l’acquisto a prezzo simbolico delle due unità fu appositamente costituita a Roma la Società Finanziari Marittima che le avrebbe poi date in gestione all’Italia di Navigazione. Il “Conte Grande” fu restituito il 29 maggio e lasciò gli Stati Uniti il 7 luglio dopo una breve ristrutturazione, arrivando a Genova il 23 dello stesso mese presso l’ O.A.R.N. di Genova. Il “Conte Biancamano” fu restituito a San Francisco nel luglio 1947, entrò in cantiere presso Bethlehem Steel’s e lasciò la California il 31 luglio con equipaggio americano per Newport News, dove il 18 agosto imbarcò l’equipaggio italiano al comando del cap. Angelo Capurno. La nave giunse il 30 dello stesso mese a Messina.

All’arrivo in Italia le due navi vennero disarmate mentre si discuteva sulla convenienza o meno della loro riparazione e parziale ricostruzione. Alla fine i lavori furono poi assegnati all’ O.A.R.N. di Genova per il “Conte Grande” e ai Cantieri Riuniti dell’Adriatico (C.R.D.A.) per il “Conte Biancamano” che lasciò Messina il 20 marzo 1948 per entrare in cantiere il giorno 27 a Monfalcone; il costo dei lavori per quest’ultima fu di 1 milione di dollari USA.

Nel gennaio 1948 la “Vesuvio” venne destinata a riaprire il servizio commerciale dall’Adriatico e dal Tirreno per il Sud America, anche se in precedenza c’erano state partenze occasionali dei piroscafi “Stromboli” nell’ottobre e “Tritone” nel novembre 1947. Alla “Vesuvio” avrebbe dovuto seguire la partenza del piroscafo “Nereide”, ma la nave mentre era in viaggio da New Orleans per Venezia e Trieste incappò in una mina al largo delle Isole Tremiti. Nonostante i danni subiti riuscì a rientrare a Bari con i propri mezzi e quindi raggiungere Trieste dove venne riparata. Il 15 aprile partì il piroscafo “Etna” e quindi il “Nereide”, riparato e dotato di sistemazioni per 24 passeggeri in classe unica in cabine multiple e 32 passeggeri in cameroni, partì da Trieste il 16 maggio diretta in Brasile e Plata (Venezia, Livorno, Genova, Marsiglia, Dakar, Rio de Janeiro, Santos, Montevideo e Buenos Aires). La “Saturnia” venne sottoposta a lavori di ammodernamento ai primi di marzo riprendendo il servizio il 16 aprile con sistemazioni per 1717 passeggeri.

Nei primi mesi dell’anno vennero inoltre ceduti dagli Stati uniti a titolo gratuito per la perdita di cinque navi sequestrate allo scoppio della guerra altri 4 piroscafi del tipo “Fort” canadese: “Alcione”, ex “Fort Gibraltar” del 1942, consegnato a Wilmington il 19 marzo; “Atlanta II” poi “Atlanta”, ex “Fort Simpson” del 1942, consegnato a Wilmington il 20 marzo; “Pegaso”, ex “Fort Mc Murray” del 1944, consegnato a Wilmington il 20 marzo; “Vega”, ex “Fort Hudson’s Hope” del 1942, consegnato a Wilmington il 21 marzo. Anche queste unità vennero impiegate in viaggi tra gli Stati Uniti e il Mediterraneo.

Ai primi di luglio venne riconsegnata a Baltimora dal governo degli Stati Uniti la motonave “Leme”, 8039 t.s.l, sequestrata allo scoppio della guerra e ribattezzata “Lowlander”. Arrivata a Napoli il 19 luglio fu avviata in cantiere presso la Navalmeccanica e trasformata per il trasporto di 64 passeggeri in classe unica e 258 emigranti in cameroni. Rientrò in servizio il 20 novembre al comando del cap. Vito Antonio Ruggieri riattivando la linea commerciale Genova – Centro America – Nord Pacifico prolungata a Trieste agli inizi del 1949. In quegli stessi mesi, vennero demoliti la “Giulio Cesare” e il “Duilio” presso i Cantieri San Rocco a Trieste.

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A cura di: Maurizio Gadda