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Linea Messina S.p.A.
Ignazio Messina & C. di Genova (1921)


Il Dopoguerra

Restò in attività solo il P.fo “Lido”, nave destinata ad avere poi un’esistenza lunghissima. Nel 1945 Messina diede vita alla C.A.I.M. (Cooperativa Armamento Imprese Marittime). L’obiettivo della nuova impresa era lo sminamento dello scalo, imposto all’ Italia dagli Alleati, e in seguito diede vita a un'Officina Meccanica, ubicata a Calata Boccardo accanto alla OMSA e alle Officine San Giorgio, per la costruzione di strumenti di navigazione e carte nautiche; ancora oggi la società è attiva e negli uffici esiste il ritratto di Messina. Tra il 1945 e 1948, presso i Cantieri del Mediterraneo, erano state costruite per la consociata Messina tre motonavi destinate alle rotte della Libia e per la Tunisia: “Libertà”, “Operosità” e “Concordia”. Il P.fo “Lido” copriva le linee per Grecia, Turchia e Mar Nero.

Gli anni dal 1946 al 1950 vedono Ignazio Messina impostare per sé o per terzi nuove unità mercantili nel suo cantiere e, al tempo stesso, ricostruire la flotta praticamente distrutta. La Società nel frattempo si era trasferita in via Petrarca. Venne stipulato un accordo con l’importante società di navigazione svizzera Nautilus, con sede a Zurigo e filiale a Genova in via Caffaro, fondata dallo stesso Messina Ignazio. Nautilus nomina la società Messina sua agente generale. Ma l’accordo naufragò presto e non per colpa di Messina; la società svizzera, infatti, dopo che la società genovese s’era spinta coraggiosamente sulle rotte dell’Africa Occidentale, rescisse ogni patto e si appropriò dei vantaggi di mercato che la società Messina aveva procurato. Contrariamente agli accordi, non lasciò ai Messina neppure l’agenzia in Italia. Fu una vera e propria pugnalata nella schiena. Il successivo arbitrato, in un primo momento, diede completamente ragione a Messina. Malgrado ciò, gli svizzero non vollero neppure onorare il lodo, minacciando di far fallire la società Nautilus. Ignazio Messina piuttosto che veder morire una propria creatura preferì rinunciare al suo credito.

Nel 1947 si ricominciò con la linea per Tripoli, Libia e Bengasi, approfittando del fatto che la Libia rimase affidata all’Italia come amministrazione ordinaria sino al 1951 (la Somalia invece sino al 1960). Fu poi la volta della Tunisia (Tunisi e Sfax). Le linee mediterranee facevano scalo anche a Malta. Viene acquistato il piroscafo da passeggeri “Cuba”, prendendo il nome “Pace”; costruito nel 1921, aveva svolto un intenso servizio tra Avana e Miami. Erano in attività anche le navi intestate alla svizzera Nautilus, ossia mercantili misti che battevano bandiera svizzera: “Lugano”, ”San Gotthard” e “Saentis”. I Messina infatti avevano conquistato, come prezioso cliente, la United Distribution Trading, grossista di zucchero e legata a Genova, dove in quegli anni mantenevano la loro sede e direzione le maggiori industrie saccarifere.

Il “Pace” venne utilizzato per crociere in Terrasanta e in Egitto negli anni cinquanta. Nel 1948, da aprile a luglio, la “Pace” effettuava viaggi tra Marsiglia, Genova, Napoli, Alessandria d’Egitto, Beirut, Alessandria, Napoli e Marsiglia. Da settembre a dicembre: Marsiglia, Genova, Napoli, Alessandria, Beirut o Haifa, Napoli e Marsiglia. Venne inoltre recuperato il “Semien”, poi ceduto per demolizione nel 1952.

Tra il 1951 e 1952 vennero impostate presso i Cantieri del Mediterraneo di Pietra Ligure due unità miste che avrebbero dovuto portare i nomi di “Giuseppe Messina” e “Amalia Messina”. Per costruirle Messina contava sull’incasso dei promessi danni di guerra, che invece ritardavano, mettendo in difficoltà la compagnia e lo stesso cantiere quando le navi erano pressoché finite. Nel 1951 vennero cedute all’URSS.

Nel 1955 il “Pace” fu utilizzato per una crociera Genova - Lisbona, cui presero parte oltre trecento viaggiatori, quasi tutti esponenti della nobiltà italiana che si recavano a Cascais al matrimonio di Maria Pia di Savoia. Durante il viaggio di ritorno venne investita nel Mar Ligure da una violenta tempesta con gravi inconvenienti per gli aristocratici, che, tuttavia, si profusero in ringraziamenti nei confronti del comandante ed equipaggio per l’esemplare servizio di assistenza. Nel 1956 la flotta contava su una dozzina di unità tra le quali “Sergio”, ”Mizar”, ”Amfitrite”, ”Framar”, ”Petrarca”. Nel 1958 la “Pace” effettuava viaggi tra Marsiglia e Haifa con scali vari includendo Genova, Napoli, Pireo e Limassol. Nel 1960 venne acquistata la “Paolaemme”, ex "Olimpo" ed ex "Rijahaven", del 1948, impiegata sulla linea Genova-Barcellona.

Il Piroscafo “Pace” dopo essere stato ristrutturato prende il nome “Sassari” e adibito alla linea Genova – Porto Torres per conto della Regione Sardegna entrando in linea il 5 agosto, visto che la Tirrenia non intendeva rafforzare la linea dato il boom turistico della Sardegna. La compagnia di Stato, però, pur di andare contro il nemico dichiarato Messina, acquistò in fretta e furia una vecchia motonave egiziana usurata dai viaggi turistici, la “Nefertiti”, denominata “Olbia” e inserita sulla Porto Torres - Genova con grande danno per i Messina. Finito il noleggio alla Regione Sardegna, Messina dovette sospendere il servizio con l’isola. Ignazio Messina da puro patriarca siculo-genovese era orgoglioso della sua famiglia che stava crescendo,tanto è vero che decise finalmente di abbandonare la sua vecchia passione per i nomi altisonanti da assegnare alle unità che entravano a far parte della sua flotta, per sostituirli con i nomi dei nipoti. La Società trasferì gli uffici da Via Petrarca a Via Cairoli.
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A cura di: Maurizio Gadda