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Ignazio Messina & C. di Genova (1921)


Dalle origini alla Seconda Guerra mondiale

Nel 1921 sotto la ragione sociale “Giuseppe Messina Tabuso”, con sede in Via del Campo 2 a Genova, prendeva vita una nuova linea mercantile tra l’Italia e la Libia. Fino ad allora i Messina-Tabuso erano dediti soprattutto al trasporto di vini siciliani sfusi e non commerciabili nel Nord Italia per la loro eccessiva gradazione, oltre che mosti trasportati in botti e tini: merci destinate a rafforzare i vini prodotti nel Nord. Le stesse navi impiegate a tale scopo, in “discesa” verso la Sicilia trasportavano olio d’oliva imbarcato a Porto Maurizio (Imperia).

Nell’anno 1929 viene costituita la Società IGNAZIO MESSINA & C. Tale costituzione fu conseguente alla donazione da parte del titolare della ditta, Giuseppe Messina Tabuso, delle sue carature dei piroscafi “Lido”, ”Sturla”, “Oreto” e “Foce” ai propri figli Angelina, Ignazio, Marcello e Rosario. Unico socio accomandatario della nuova Società veniva nominato il maggiore dei figli, Ignazio. Dell’accomandita entrarono a far parte poco dopo anche il signor Francesco Ciaravino. proprietario di alcuni carati delle suddette navi e, per piccola quota, il capitano Carlo Arcidiacono, affezionato e stimato comandante di navi sociali.

La flotta, in quel primo decennio, era composta da:
  • P.fo "Foce" (ex "Mirille", costruito a Rostock nel 1888, 879 tsl);
  • P.fo "Lido" (ex "Mary", costruito a Stettino nel 1889, 1243 tsl);
  • P.fo "Oreto" (ex "Bianca Bianchi", costruito a Durbaton nel 1878, 901 tsl);
  • P.fo "Sturla" (ex "F.G. Reinold", costruito ad Aberdeen nel 1884, 1187 tsl). Questa nave nel 1926 venne venduta all’armatore Gontaldi che la ribattezzo “Tripoli”.
Nel 1928 Ignazio Messina insieme a Temistocle Mariotti diede vita a una nuova società in nome collettivo di nome “Officine Mariotti Messina”, sarà destinata ad attività di meccanica navale e di riparazione con sede in Genova a Calata Chiappella. Dopo alcuni anni, i due soci si divideranno. La Mariotti esiste ancora ai giorni nostri, mentre Messina costituirà la società Ermes, sempre officine meccaniche navali, che opererà sino all’inizio degli anni sessanta per poi essere incorporata nella Ignazio Messina & C.

Nel 1931 la Ignazio Messina & C ha la sede in Via Milano 26, sempre a Genova, con la seguente flotta:
  • P.fo "Borzoli" (ex "Astero", costruito a Stettino nel 1884, 1167 tsl);
  • P.fo "Multedo" (ex "Albarosa", costruito a Stettino nel 1884, 1130 tsl).
Nel 1932 entrano a far parte della flotta:
  • P.fo "Audace" (ex "Royal", costruito a Rostock nel 1892, 1146 tsl);
  • P.fo "Tenace" (ex "City of Hamburg", costruito a Sunderland nel 1884, 1141 tsl).
La flotta assunse così una sua fisionomia, le navi erano quasi tutte di costruzione tedesca, tozze, complesse, ma funzionali; molto vecchie, ma efficienti per il cabotaggio che effettuava la Società. Che fossero in ordine lo dimostra anche il fatto che andarono quasi tutte perse non per vetustà ma per motivi bellici.

Nel 1932, per un breve periodo, la Società effettuò un servizio di trasporto emigranti da Costanza alla Palestina con i p.fi “Progresso” e “Risveglio”. Allo scopo di meglio organizzare tutti i servizi della navigazione, la Società costituì la S.A.S. Agenti Raccomandatari Marittimi Associati (A.R.M.A.) con sede a Genova in piazza Fossatello 2/5. L'A.R.M.A. venne dotata di una forte attrezzatura di chiatte, pontoni e rimorchiatori istituendo filiali e proprie imprese imbarco-sbarco a Genova, Imperia, Savona, Bengasi, Massaua, Assab, operando anche a Tripoli con una stazione di rifornimento bunker con la ex M/n “Perseveranza” 4000 tpl. Per la linea italo-libica vengono impiegati il p.fo “Lido”(1900 ton), ”Borzoli” (1800 ton), “Multedo” (1750 ton), “Sturla” (1700 ton) e “Foce” (1200 ton). Le partenze da Genova, che arrivavano a frequenze bi-trisettimanali, seguono la rotta: Livorno – Napoli- Messina - Catania - Malta - Tripoli - Homs - Sliten - Misurata - Sirte e Bengasi, con deviazioni per Sfax, Susa e Tunisia.

Nel 1933 la flotta aumenta:
  • P.fo "Ravenna" (costruito a Leith nel 1888, 1148 tsl);
  • P.fo "Risveglio" (ex "Nikckerie", costruito a Copenaghen nel 1907, 2498 tsl).
Nel 1934 si aggiunse il P.fo "Progresso" (ex "St Thomas", costruito a Copenaghen nel 1907, 2467 tsl). Quasi gemello del "Risveglio" costruito da Burmaister & Wain. La Società aveva scoperto un buon costruttore di navi atte al cabotaggio nel Mare del Nord e quindi adatto anche per il Mediterraneo, poteva trasportare anche qualche passeggero. E’ di questo periodo l’uso di trascrivere il nome della nave oltre che a prua e a poppa anche in caratteri molto grandi in bianco su scafo nero, acquisendo così un’indubbia indicazione della nave.

Nel 1935 la Società apre un servizio regolare per l’Eritrea, riuscendo a tenere testa a un servizio congiunto del Lloyd Triestino e Achille Lauro. Così passa subito da una partenza mensile a una quattordicinale, arrivando a offrire il trasporto gratuito della posta, trasbordando gratuitamente 50.000 colli di posta nel giro dei primi due anni di servizio; allargando poi il servizio, puntando alla conquista del Mar Rosso, verso l’Africa Orientale Italiana (Etiopia, Eritrea,Somalia). In quegli anni della penetrazione in Africa Orientale, la Compagnia ottiene di gestire nelle rotte con la Libia un servizio postale non sovvenzionato dallo Stato, che ottiene un successo da parte dei fruitori e lusinghieri giudizi anche da parte pubblica.

Nel 1936 la Società sposta la sede da via Milano a via Cairoli 11 e colloca la sua zona operativa di attracco per carichi e scarichi nella parte nuova del porto, precisamente nei moli Etiopia ed Eritrea nel bacino di Sampierdarena. La flotta viene aumentata con alcuni piroscafi ai quali vengono imposti i nomi di alcune regioni dell’ Abissinia, ora diventata Impero dell’ Africa Orientale Italiana:
  • P.fo "Goggian" (ex "Alga", costruito a Jutphaas nel 1922, 1993 tsl);
  • P.fo "Ogaden" (ex "Nayos", costruito a Glasgow nel 1905, 4546 tls);
  • P.fo "Semien" (ex "Fortunastar", costruito a Newcastle nel 1898, 5499 tsl);
  • P.fo "Tembien" (ex "Mauni", costruito a Bremerhaven nel 1914, 5128 tls).
Tali navi vengono impiegate sulla linea regolare Genova – Livorno – Napoli – Massaua – Assab - Gibuti e, a volte, Mogadiscio. Sono tutte navi da carico, mentre il “Goggiam” e l’”Ogaden”, che hanno sistemazioni per passeggeri sia nei casseri sia nei corridoio, sono pitturati di bianco con una striscia gialla al trincarino oltre al tradizionale fumaiolo nero con la stella bianca sormontata da una striscia pure bianca; trasportano un certo numero di passeggeri. Dalle rotte adriatiche Messina viene escluso, i suoi concorrenti sono le compagnie Lauro, che è emergente, Lloyd Triestino, Tirrenia, Garibaldi, Veneziana e Armatori Bozzo. Nel frattempo, vengono venduti ad armatori stranieri il “Progresso”, ribattezzato “Mount Carmel”, e “Risveglio” ribattezzato “Harzion”.

Nel 1937 la flotta è composta, oltre cha dai piroscafi già elencati, dai seguenti:
  • Mv "Imperia" (ex "Carolina", costruito a Westerboek nel 1912, 221 tsl);
  • P.fo "Pegli" (ex "Altero", costruito a Sunderland nel 1910, 1593 tsl);
  • P.fo "Priaruggia" (costruito a Genova Foce nel 1925, 1196 tsl);
  • P.fo "Verace" (ex "Giuseppina", costruito a Kinderdijk nel 1884, 1219 tsl).
Il P.fo "Borzoli" verrà demolito nel 1939. Nel periodo che va dalla Guerra d’Africa allo scoppio della Seconda Guerra mondiale, Messina era riuscito a realizzare altre linee che presentavano minori problemi di gestione: un servizio regolare di cabotaggio lungo la Riviera di Ponente sino a Nizza; altri servizi regolari per Algeria, Egitto, Egeo, Palestina, Siria, Turchia, la Grecia, il Mar Nero, Francia Mediterranea oltre Marsiglia. Venne anche sperimentata una linea settimanale postale, passeggeri e merci, dalla Romania per Turchia – Rodi – Palestina - Egitto e ritorno. In pratica l’azienda che nel 1921 era costituita da una nave da 1100 ton, da un impiegato e da 14 marittimi, nel 1929 contava quattro bastimenti per 6000 ton, otto impiegati e 60 marittimi. Nel 1940 le navi erano 17 per 47.000 ton, 70 impiegati e 500 marittimi. A Tripoli la Compagnia disponeva di un deposito galleggiante di carbone per il rifornimento delle navi, con 40 impiegati e 90 fra marittimi e portuali addetti. Alla vigilia della guerra la Messina aveva acquisito i Camed (Cantieri del Mediterraneo di Pietra Ligure, con una sussidiaria del Cantiere a Lussinpiccolo).

Purtroppo anche per Messina la guerra significò una dura catastrofe: di tutte le navi che componevano la flotta riuscì a salvarsi il solo “Lido”, gli altri:
  • “AUDACE”, del 1892, 1459 tsl, iscritto al compartimento di Genova al n. 1720, affondato causa siluro di aereo il 3 dicembre 1942 nel Golfo di Hammamet;
  • “GOGGIAM”, del 1922, 1934 tsl, iscritto al compartimento di Genova al n. 1953 affondato dagli alleati per arginare una breccia nel molo del porto di Bari il 1 gennaio 1944; successivamente ricuperato e demolito;
  • “IMPERIA”, del 1912, 228 tsl, iscritta al compartimento di Genova al n. 1094, incendio e scoppio carico munizioni il 22 gennaio 1923 a Zuara;
  • “LIBECCIO”, catturato dagli inglesi lungo le coste dalmate il 6 aprile 1944;
  • “MULTEDO”, del 1884, 1130 tsl, iscritta al compartimento di Genova al n. 1298, affondato probabilmente nel Golfo Sirte il 3 febbraio 1941 cause sconosciute;
  • “OGADEN”, del 1905, 4553 tsl, iscritta al compartimento di Genova n. 2075, affondato causa siluro sommergibile il 12 agosto 1942 a 9 miglia per 308° da Ras el Tin;
  • “PEGLI”, del 1910, 1593 tsl, iscritto al compartimento di Genova al n. 2044, affondato da un siluro di sommergibile il 14 marzo 1943 a 6 miglia per 270° da Capo Gallo (Sicilia);
  • “PRIARUGGIA”, anno 1925, 1196 tsl, iscritta al compartimento di Genova al n. 1351, affondato causa bombe di aereo il 28 novembre 1941 a Bengasi; recuperato dagli Inglesi e catturato;
  • “RAVENNA”, del 1888, 1148 tsl, iscritto al compartimento di Genova al n. 1246, affondato dopo l'8 settembre 1943, data imprecisata, cause imprecisate a Genova; successivamente recuperato e demolito;
  • “SEMIEN”, del 1898, iscritta al compartimento di Genova al n. 2084, venduto a una società Svizzera il 10 giugno 1940 (data scoppio della Guerra);
  • “STURLA”, del 1884, 1195 tsl, iscritta al compartimento di Genova al n. 1565, affondato causa cannone sommergibile l'8 giugno 1941 a 5 miglia Costa della zona di Maratea, Golfo di Policastro;
  • “TEMBIEN”, del 1914, affondato causa siluro di sommergibile il 27 febbraio 1942 a 24 miglia per 265° dal faro di Tripoli;
  • “TENACE”, del 1881, 1142 tsl, iscritta al compartimento di Genova al n. 1233, affondato da cannoni di navi l’ 8 maggio 1941 a miglia 3,5 per 299° dal Marabutto Sidi Bu Fachra Nord (Bengasi).
  • “VERACE”, del 1884, 1219 tsl, iscritta al compartimento di Genova al n. 1944, affondato a Bengasi causa mina magnetica il 16 ottobre 1940. Recuperata e dichiarata buona preda dagli inglesi.
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A cura di: Maurizio Gadda