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La battelleria turistica Camogliese
Nel 1909 Adolfo Santamaria di Genova acquista il vaporetto Annita, e nell’aprile di quell’anno il giornale rapallese "Il Mare" annuncia lo stabilimento di una linea turistica Rapallo - Santa Margherita - Portofino - S. Fruttuoso col vaporetto Annita, comandato dal Cap. Luigi Ronco. L’Annita è un battello di 25 tonnellate di stazza lorda varato da Chambres Freres a Grenoble in data non nota del 1800, acquistato poi intorno al 1923 da Oreste Romolo Cichero, che nel 1926 lo rivende all’estero. Sempre intorno al 1910 possiamo fare riferimento alla Navigazione Riviere Liguri, una compagnia genovese che dispone di parecchi battelli a vapore appositamente attrezzati. Una cartolina spedita il 23 agosto 1915 a Carlo Dapelo, militare a Cuneo, da un suo cugino che ha trovato lavoro a Portofino, ci mostra uno di questi battelli in navigazione tra Camogli ed il Tigullio, proprio mentre si appresta a doppiare il faro di Portofino. Nel 1925 Oreste Romolo Cichero di Santa Margherita, armatore di chiatte e rimorchiatori nel porto di Genova, acquista in Adriatico un vaporetto usato fino ad allora per il trasporto di merci e passeggeri da Trieste all’Istria. Questo vaporetto, il Primero, è destinato a restare nella memoria dei vecchi camogliesi che lo vedono regolarmente attraccato alla foce del Rivo Giorgio sotto il comando del camogliese Pellegro Schiaffino, che ha ai suoi ordini un altro camogliese ricordato col soprannome di “Gambadilegno”. Anche il poeta Camillo Sbarbaro resta affascinato dalle bellezze di S. Fruttuoso, e dal Primero, e diffatti in una sua cartolina spedita ad un amico da questa località scrive: “In regola con il Monte ci sono io e il Primero (che ogni dì lo vagheggia)”. Ma il legame col Primero è duraturo, infatti nel 1934 un orario della Navigazione Riviere Liguri prevede dei “biglietti combinati col Vap. Primero per S. Fruttuoso”. È evidente che l’interesse per Camogli e per i suoi dintorni è destinato a crescere, ma nonostante questo non viene presa ancora alcuna iniziativa armatoriale locale in questo campo. In realtà qualcuno ha già compreso che questa sarebbe una strada da percorrere, ma insicurezza ed esitazioni bloccano sul nascere ogni tentativo. Lorenzo Viacava “Napoli” ci ha raccontato che verso il 1915 un tale Fortunato, un piccolo costruttore di barche operante sullo scalo ormai scomparso, situato dove oggi vi è il mercato, aveva preso l’iniziativa di costruire una lancia attrezzata per il trasporto di persone. Purtroppo i ricordi di “Napoli”, essendo incerti, non ci hanno permesso di avere maggiori notizie sul fatto. Al contrario sono più sicuri i dati forniti da uno scritto sulla storia della Compagnia di Navigazione Golfo Paradiso di Camogli, messo a nostra disposizione da Antonio Bozzo, uno dei dirigenti della società. Qui apprendiamo che le prime iniziative per un movimento organizzato di battelli turistici a Camogli vennero prese dai fratelli Biancotti. Questi, di mestiere pescatori, iniziano a trasportare persone con una modesta licenza turistica nel 1932, usando per l’occasione il Luigi, un gozzo da pesca di 7 metri con motore fuoribordo. L’attività è ancora limitata, in alternativa al loro normale lavoro, ai soli giorni festivi e prefestivi, ma si configura la volontà di arrivare ad un servizio regolare che, partendo da Camogli tocchi le località di Punta Chiappa e S. Fruttuoso. Il successo dell’iniziativa stimola i Biancotti ad acquistare nel 1935 un altro gozzo, l’Adolfo, appositamente costruito per questa attività. Nel 1936 Bartolomeo Bozzo richiede ed ottiene dal Comune una concessione per stabilire una linea regolare Camogli – Punta Chiappa – S. Fruttuoso e viceversa. Si tratta di una linea con orari precisi e definibile come un vero e proprio servizio pubblico regolare modernamente inteso. Le partenze giornaliere sono tre. La prima alle 7,30, la seconda alle 11, la terza alle 14. Per questo servizio il Bozzo si serve di un gozzo con motore interno denominato 18 Novembre, ma ben presto il Bozzo ed i Biancotti si uniscono in società, acquistando nel 1938 il gozzo Tripoli, lungo 10 metri e con un apparato motore di 16 cavalli di potenza. Il successivo periodo bellico, pur sottoponendo le popolazioni ad evidenti sacrifici, porta ad una crescita del turismo e degli spostamenti interni, favorendo così le piccole imprese turistiche marittime locali. Soprattutto nel nostro caso una serie di contingenze porta addirittura la società camogliese ad ampliare i servizi. Di fatto con il bombardamento di Recco e l’interruzione della linea ferroviaria si rende necessario l’allacciamento via mare con Nervi, alla periferia di Genova, dando così un impulso all’armamento di battelli. Sulla fine e sull’attività delle prime barche da noi citate non abbiamo altre notizie, sia perché i registri navali non le riportano, sia perché durante la guerra il movimento marittimo non viene pubblicizzato. Sappiamo solo che qualche barca è stata venduta o requisita, ma sappiamo pure che ne vengono acquistate delle altre. Tra queste ultime ricordiamo il Camogli (1) che col 18 Novembre sopravvive alla guerra, consentendo, assieme alle barche successivamente acquistate la ripresa regolare dei servizi. Nel 1945 il 18 Novembre è ribattezzato Garibaldi, mentre nel 1947 viene immesso in servizio il gozzo Punta Chiappa (1) di Fortunato Bozzo, e nel 1948 il S. Fruttuoso (1) di Silvio Bozzo ed il Gigia di Emanuele Mortola fu Prospero. Nel 1949 è la volta del Mare Monte I, armato dall’omonimo istituto di Ruta, mentre nel 1950 appare L’Amante, armato da Lorenzo Gelosi di Punta Chiappa. Sempre nello stesso anno appare in servizio il primo vero battello turistico camogliese che possa fregiarsi di questo nome. Si tratta del Golfo Paradiso, l’iniziatore di una fortunata serie di battelli che porteranno questo nome, o nomi derivati. Armato fino alla metà degli anni 50 da Silvio Bozzo, opera ancora col nome di S. Fruttuoso I per la Cooperativa Battellieri del Porto di Genova, e successivamente per la Cooperativa Barcaioli delle Grazie, per la quale svolge oggi un servizio trasportando pescatori alla diga foranea del porto. Con questa barca vengono esercite le linee turistiche tra Nervi e Rapallo, toccando Camogli, S. Fruttuoso, Portofino e Santa Margherita. Queste stesse linea, in diversa misura a seconda delle barche, sono esercitate ancora oggi ed ampliate nel periodo estivo con corse fino a Portovenere e le Cinque Terre. Per meglio rappresentare lo sviluppo della flotta turistica camogliese da questo momento in poi ci serviremo qui di seguito di una sequenza cronologica riassuntiva nella quale verranno esposte la data di immissione in servizio o di cessazione dell’attività delle singole barche sotto gli armi camogliesi, il nome di nascita e gli eventuali nomi successivi delle stesse, ed infine il nome degli armatori, secondo quanto è stato da noi individuato sui registri navali o su altre documentazioni. Per evitare le confusioni dovute al ripetersi dei nomi, faremo seguire, dove necessario, una numerazione inserita tra parentesi. 1951 – Entra in servizio il Corsaro I di Giuseppe Chiaschetti. Risultano pure presenti, anche se non abbiamo ulteriori notizie sulla loro presenza, il rivanetto San Nicolò di Bartolomeo Bozzo, il gozzo Santa Teresa di Lorenzo Bozzo ed il gozzo Nino di Giovanni Bozzo. 1952 – Entra in servizio il battello Golfo Paradiso II armato da Giovanni Biancotti con Bartolomeo, Fortunato e Silvio Bozzo. 1954 – Entrano in servizio il gozzo Antonietta di Gio Batta Chiaschetti, il gozzo Arona di Angelo Canevello, il battello Golfo Paradiso III (1) di Silvio Bozzo (poi Paradiso Secondo (1) e Paradiso V), ancora presente, quindi il battello Paradiso (1) di Fortunato Bozzo (poi Paradiso Primo (1). Risultano presenti i gozzi Salvatore, di Fortunato Avegno, e lo Stella Maris di Maria Mortola in Bozzo. 1955 – Il Mare Monte diventa Nuova Recco di Antonio Oneto ed Elia Olivari. 1956 – Entrano in servizio i battelli Golfo Paradiso V (1) e Golfo Paradiso VI (1) (poi Paradiso VI) armati rispettivamente da Silvio e Bartolomeo Bozzo, e da Fortunato Bozzo e Guido Schiaffino. 1957 – L’Amante è venduto e diventa Corsaro III di Santa Margherita. 1960 – Il Paradiso (1) diventa Paradiso Primo (1). 1962 – Golfo Paradiso V (1), Garibaldi e S. Fruttuoso (1) sono venduti, mentre entra in servizio il gozzo S. Fruttuoso (2) armato da Silvio Bozzo. 1963 – Il battello Paradiso Terzo (ex Golfo Paradiso I, ex Golfo Paradiso) è venduto e diventa S. Fruttuoso I. 1964 – Il battello Golfo Paradiso III (1) diventa Paradiso Secondo. Entrano in servizio i battelli Golfo Paradiso III (2) e Golfo Paradiso VI (2),armati rispettivamente da Giuseppe Chiaschetti con Angelo e Filippo Mortola, e da Bozzo e Schiappacasse. 1965 – Entra in servizio il battello Golfo Paradiso V (2) di Silvio e Bartolomeo Bozzo. 1967 – Il Paradiso VI è venduto a Carlo e Mario Baracco di Portovenere, l’Arona è venduto al Mai di Santa Margherita e diventa Il Rapido, il Golfo Paradiso V (2) diventadiventa Paradiso (2), ancora presente. 1968 – Il Nuova Recco cessa il servizio. 1977 – Entra in servizio il battello Paradiso I (2), ancora presente, a posto del Paradiso Primo (1). 1978 – Entra in servizio la motolancia Camogli 2° (2), ancora in servizio. 1980 – Entra in servizio la motolancia Paradiso 2° (2), ancora presente. 1982 – Il Golfo Paradiso II è venduto. 1985 – Entra in servizio la nuova motonave Città di Camogli, ancora presente. 1986 – Entrano in servizio le motolance S. Fruttuoso 2° (3) e Punta Chiappa 2° (2), sempre presenti. 1987 – L’Antonietta cessa il servizio. 1991 – Il Golfo Paradiso III (2) cessa il servizio. 1992 – Entra in servizio il nuovo Golfo Paradiso 3° (3) (ex Cinque Terre, ex Versilia Express) già della Navigazione Golfo dei Poeti di Lerici. Entra pure la motonave Sagittario, unità maggiore della flotta Golfo Paradiso S.N.C., mentre il gozzo Punta Chiappa (1) cessa il servizio. Ai giorni nostri (1994) la nuova società Golfo Paradiso S.N.C., erede della battelleria turistica camogliese, fondata nel 1984 con l’unione dei diversi armatori ancora presenti, gestisce una flotta di 9 unità quasi tutte nuove e modernamente attrezzate con un tonnellaggio variante dalle 4 alle49,50 tonnellate lorde. Queste unità segnalate in ordine di portata passeggeri (tra parentesi) sono le seguenti: Sagittario (350), Città di Camogli (314), Golfo Paradiso 3° (3) (200), Paradiso 1° (2) (182), Paradiso 2° (2) (134), Golfo Paradiso VI (2) (160), Paradiso (2) (160), Paradiso V (60), Punta Chiappa 2° (2) (36), S. Fruttuoso 2° (3) (36), e Camogli 2° (2) (24). La società, che oggi da lavoro a 21 dipendenti nell’alta stagione e 10 in quella invernale, ha delle caratteristiche interessanti, perché svolge anche attività che vanno al difuori dei compiti tradizionali di una compagnia turistica di navigazione. Il testo seguente, preso pari pari dallo scritto fornitoci dal Bozzo, saprà spiegare meglio di noi tutto questo: “Il servizio di collegamento con le vicine frazioni di Punta Chiappa e San Fruttuoso è assicurato tutto l’anno (tempo e mare permettendo) e comprende oltre al trasporto di persone quello delle merci e vettovaglie per l’approvigionamento dei ristoranti situati in tali frazioni nonché lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani delle frazioni stesse. Durante la stagione estiva (dal 15/06 al 15/09) vengono effettuate escursioni turistiche per le Cinque Terre - Vernazza – Portovenere e nei Golfi Paradiso e Tigullio compresa la sosta di 1 h. a Portofino con partenze da Nervi - Sori – Bogliasco (quando è possibile l’attracco) – Recco e naturalmente Camogli. La “Golfo Paradiso S.N.C.” offre inoltre, gratuitamente, un servizio di “Pronto intervento” sia per la salvaguardia della vita umana in mare che per il trasporto di feriti o malati gravi dalle vicine frazioni di Punta Chiappa e S. Fruttuoso. Il naviglio sociale è costantemente in ascolto sul canale 16 e 72 (di lavoro) dalle h. 7,30 alle h. 19,30 nel periodo estivo e dalle h. 8 alle h. 16,30 in quello invernale”. Naturalmente, seppure non ne abbiamo fatto cenno prima, si tratta di attività che le precedenti società armatoriali hanno sempre svolto, in armonia con le esigenze della vita della città e delle sue frazioni, e che vanno certamente a loro merito. Vorremmo ora concludere doverosamente il lavoro accennando alla presenza di altri piccoli operatori camogliesi che non appaiono nel corso della nostra storia, ma che a giusto diritto ne fanno parte. Si tratta di privati operanti con piccoli gozzi o barche tra i quali possiamo ricordare il Salvatore, un gozzetto con motore fuoribordo, ed il Lorenzo, un gozzo di maggiori dimensioni che può portare una quindicina di persone. Il primo era armato da un certo Oneto di S. Fruttuoso, mentre il secondo, condotto occasionalmente da Pro Schiappacasse, era armato daall’albergatore di S. Fruttuoso Giovanni Bozzo. In ultimo accenniamo di sfuggita a quelle diverse compagnia che oltre la Golfo Paradiso frequentano le nostre località. Sono queste le compagnie di Rapallo, Santa Margherita e Portofino, e quelle di Genova, che spesso fanno servizi combinati con la compagnia camogliese. Ma questa in fondo è un’altra storia.
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Par: Pietro Berti